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L’impiegata Red Bull denuncia Horner alla FIA, arriva la risposta della Federazione.

Nuovo capitolo sul caso che sta interessando il numero uno della squadra di Milton Keynes.



Nuovo capitolo sul caso Horner. Il team principal della Red Bull, al centro di un polverone causato da una denuncia da parte di una dipendente per comportamenti inappropriati era stato scagionato dall’azienda austriaca dopo un’indagine interna e che aveva di fatto dato ragione al britannico, con conseguente sospensione immediata dell’impiegata. Quest’ultima ha cambiato pool di avvocati negli ultimi giorni, e ha impugnato la “sentenza” facendo ricorso, ma non solo: nella giornata di ieri infatti si è venuto a sapere come la dipendente sia andata anche dalla FIA, più precisamente dal Comitato Etico per denunciare quanto accaduto.



La Federazione, che in Bahrain attraverso le parole del presidente Ben Sulayem è stato in un primo momento fuori dall’intera vicenda, considerata non di propria competenza, adesso è “costretta” a prendere una posizione in merito. A dire il vero, la stessa FIA, pressata dai media nella giornata di ieri, non ha voluto confermare, ma nemmeno smentire, di essere stata chiamata in causa, operando nella massima riservatezza possibile.

“Le richieste e i reclami presentati alla FIA – si legge nel breve comunicato – vengono ricevuti e gestiti dall’Ufficio Conformità e, nel caso, dal Comitato Etico. Entrambi gli organismi operano in modo autonomo, garantendo la massima riservatezza durante tutta la fase del processo. Di conseguenza, e in generale, non siamo in grado di confermare la ricevuta di alcun reclamo specifico, ed è improbabile che forniremo ulteriori commenti sui reclami che potremmo ricevere in futuro”.

Caso Horner, il comunicato della Red Bull sull’inchiesta



“L’indagine indipendente sulle accuse mosse contro il signor Christian Horner è stata completata, e la Red Bull conferma che la denuncia è stata respinta, il denunciante ha diritto di ricorso. La Red Bull è fiduciosa che l’indagine sia stata giusta, rigorosa e imparziale. Il rapporto dell’indagine è confidenziale e contiene le informazioni private delle parti e dei terzi che hanno collaborato alle indagini, pertanto non commenteremo ulteriormente per rispetto di tutti gli interessati. Red Bull continuerà a impegnarsi per soddisfare i più alti standard sul posto di lavoro”.

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